Classico Tarocco Italiano Masenghini

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Classico Tarocco Italiano Masenghini composto da 78 carte

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Classico Tarocco Italiano Masenghini composto da 78 carte. Libretto in italiano. CENNI STORICI di Giordano Berti. Agli inizi del Quattrocento nelle corti principesche degli Este di Ferrara e dei Visconti di Milano si diffuse la moda del ludus trionphorum, un gioco composto da 22 figure allegoriche di recente invenzione, dette “carte trionfali”, unite ad un mazzo di 56 carte numerali a seme italiano (coppe, denari. Bastoni, spade) conosciute da tempo. Si suppone che questo gioco sia stato ideato per istruire e nello stesso tempo divertire i giovani cortigiani, ma ben presto venne accolto presso i ceti popolari trasformandosi in gioco d’azzardo. Così le carte (che inizialmente venivano prodotte da abili miniatori con sottili lamine d’oro lavorato sovrapposte a spessi cartoni dipinti a tempera) cominciarono a venire fabbricate in serie con procedimento xilografico. Il ludus trionphorum cambiò persino nome, divenendo famoso come “gioco del tarocco” (da taroccare, ossia litigare, brontolare oppure truffare, secondo diversi dialetti dell’Italia settentrionale). Durante il secolo XVI il gioco del tarocco si propagò in tutta Italia (dando vita a numerose varianti regionali) e in Francia, dove i locali incisori crearono il modello denominato “tarocco di Marsiglia”, la cui fortuna fu immensa. Infatti, tra i sec XVII e XVIII le fabbriche di carte francesi monopolizzarono il mercato europeo. Così, per risollevare la loro economia, i fabbricanti lombardi e piemontesi si adeguarono quasi completamente al modello francese, mentre i cartai tedeschi diedero vita a una nuova produzione: tarocchi a figure fantastiche composti da 56 carte e insegne francesi (cuori, quadri, fiori, picche) e da 22 “trionfi” il cui soggetto variava continuamente (dapprima animali, poi costumi popolari, eventi storici, opere teatrali, ecc.). Sul finire del Settecento per i tarocchi cominciò una nuova epoca. Sull’onda del revival delle arti magiche alcuni esoteristi intuirono nelle allegorie trionfali le tracce dell’antica religione egiziana trasmessa nel mitico Libro di Thot. Esplose così la moda della cartomanzia (già presente in ambienti popolari, benchè poco diffusa) e dai salotti parigini si propagò in tutta Europa dando il via ad una vasta produzione di nuovi tarocchi ad uso divinatorio. In quegli stessi anni il gioco del tarocco fu accolto all’interno di numerose confraternite occultistiche francesi e inglesi. Investito di complessi concetti filosofici, assunse le spoglie più svariate (di volta in volta egiziani sta, cabalistica, ermetico-alchemica o astrologica) divenendo lo strumento magico, mistico ed iniziatico fondamentale per tutti gli adepti dell’occultismo. Grazie all’intenso lavoro teorico sviluppato dagli occultisti ottocenteschi, la moda della cartomanzia con i tarocchi ha preso uno slancio che ancor oggi pare inarrestabile, come dimostra la quantità di pubblicazioni che ogni anno vengono immesse sul mercato. Ma in questi ultimi decenni si sta assistendo ad un fenomeno nuovo. Sono sempre più numerosi, infatti, gli storici dell’arte, delle religioni, e del comportamento umano, che hanno affrontato lo studio dei tarocchi analizzandone le origini, le vicissitudini storiche e il significato delle singole illustrazioni. Contemporaneamente sono aumentati i pittori e gli illustratori che, lasciandosi affascinare dalle figure “trionfali” (i cosiddetti Arcani Maggiori) hanno realizzato opere di grande valore artistico. Di questa tendenza furono soprattutto negli anni ’80 e ‘90 le Edizioni Lo Scarabeo di Torino che all’epoca furono uno dei maggiori punti di riferimento in Europa. IMPORTANZA DEGLI ARCANI MAGGIORI Sin dalle loro origini, le “carte trionfali”, hanno rappresentato il cammino che conduce gli uomini dalla condizione più umile, quella di Misero, sino al cospetto di Dio. Le carte intermedie indicavano le conoscenze utili ad affrontare questo cammino: le condizioni degli uomini, le leggi che li governano, le forze che li dirigono, il loro destino. Si trattava evidentemente di tappe simboliche in quanto pochi, nel Medioevo come nei secoli successivi, aspiravano a diventare Papa o Imperatore. Più precisamente, i “trionfi” rappresentavano degli atteggiamenti mentali: il Papa era il simbolo della sottomissione ai dogmi religiosi; la Papessa raffigurava la fede; Ercole la forza interiore; l’Imperatore la volontà; il Diavolo era il simbolo degli istinti malvagi; la Torre simboleggiava l’orgoglio impunito; l’Appeso era il traditore, e così via. Il valore gerarchico delle carte rimane invariato anche nel gioco d’azzardo e si è conservato pressoché intatto nelle moderne interpretazioni occultistiche, pur variando sensibilmente il significato di alcune figure. Nei sistemi divinatori invece, ogni carta assume molteplici significati, variando secondo il contesto in cui si presenta e secondo l’intuito del cartomante. In tutti i casi i tarocchi si presentano come un alfabeto capace di infinite combinazioni. Estrarre le carte dal mazzo, leggerle ed interpretarle significa mettere in moto un meccanismo mnemonico che risveglia diverse facoltà mentali: razionale matematica nel caso del gioco d’azzardo, intuitiva e metapsichica nel caso della consultazione cartomantica. I cartomanti sono pressoché concordi nell’affermare che i tarocchi sono un mezzo (anche se non l’unico) per leggere dentro se stessi e negli altri a livello profondo, e affermano che la consultazione dei tarocchi (al pari di altri metodi) è utile ad ottenere informazioni e consigli su ogni aspetto della vita (affettivo, psicologico e professionale) con particolare riguardo alle mutazioni future dei problemi considerati. I sistemi divinatori sono numerosissimi e per la maggior parte richiedono l’impiego di tutte le 78 carte del mazzo. Ma gli elementi chiave nella lettura cartomantica, secondo i maggiori teorici di quest’arte, sono gli Arcani Maggiori, in quanto rappresentano gli aspetti fondamentali della vita umana. Dimensioni: mm 54 x 108. Peso: gr 240.

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