Egorov Tarot Gold Edition

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Alexander Egorov Tarot Gold Edition n 1975 anno 1992 by Piatnik Wien

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Alexander Egorov Tarot Gold Edition 042378. Tarot n 1975 anno 1992 by Piatnik Wien. Mazzo compost da 78 carte (22 arcani maggiori e 56 arcani minori) più libretto di istruzioni in inglese. Si tratta quindi di un tarocco omonimo dell’artista russo Alexander Egorov. Le immagini delle carte sono in stile Rider-Waite e hanno titoli in inglese, tedesco e francese. Si tratta di un mazzo molto raro di difficile reperibilità. Il testo originale era probabilmente in russo, dato il background del designer, o forse in lingua tedesca, dato che fu pubblicato dalla Piatnik in Austria. Egorov ha adottato un approccio psicologico ai tarocchi e forse i concetti erano difficili da tradurre in inglese. Una lettura attenta e forse una rilettura (di alcuni passaggi) aiuteranno la comprensione e l’interpretazione. Detto questo, il Tarocco di Egorov è un mazzo affascinante! Un tarocco con uno stile simile è il "Tarocco russo di San Pietroburgo". Rispetto ai "Tarocchi russi di San Pietroburgo", le carte di Egorov sono fisicamente più grandi, un po 'più spesse e hanno una finitura piuttosto diversa (opacità con un tocco di cera). Ogni immagine di ogni carta è un piccolo gioiello. Lo stile delle reali immagini umane e di paesaggi le ritroviamo sulle scatole di lacca e le icone ortodosse russe. Tutte le carte Egorov hanno un bordo color oro, all'interno del quale si trova l'immagine della carta, le scritte e i semi sono essenzialmente incastonati su uno sfondo nero. Ogni combinazione di colori contrasta piacevolmente con lo sfondo scuro delle carte. I dorsi delle carte sono completamente reversibili, con un cameo di uccelli con immagine speculare in oro chiaro su un campo nero. L'effetto complessivo è piuttosto esotico. I nomi e le denominazioni delle carte sono indicati in tre lingue: l'inglese in modo predominante, oltre al tedesco e al francese. Purtroppo, non vengono forniti titoli russi. Ogni carta seme porta comunque il numero appropriato dei simboli del seme. Ci sono alcuni cambiamenti di nome negli Arcani Maggiori: l'Alta Sacerdotessa è resa come "la Scienza", l'Imperatrice è "Fertilità", l'Imperatore è "Uomo di Conoscenza", lo Ierofante è "Ispirazione", e così via per quasi metà di loro. Uno dei più interessanti è il Major XIV reso come "Sun Genius". Non è chiaro il motivo per cui sono state apportate queste modifiche, ma in realtà non influisce sulla lettura delle carte. Ci sono alcuni altri cambiamenti o aggiunte alle immagini. La bella carta Fool (numerata XXI qui) include sia un cane dietro l'uomo, sia un "coccodrillo" davanti a lui. Questo è sicuramente un "doppio rischio"! Le barche sono presenti su diverse carte Spada, tra cui 6, 7 e 10. Ma nessuno di questi cambiamenti o differenze rispetto alla "norma" dei tarocchi dovrebbe spaventare chiunque dall'usare questo mazzo. Il Tarocco di Egorov è un mazzo incredibilmente "intuitivo" da usare. Se hai un gusto per qualcosa di un po 'diverso, e non ti dispiace allargare le tue capacità interpretative, il Tarocco Egorov potrebbe essere la cosa giusta per offrire una delicata sfida nell'esperienza dei tarocchi. Contempla 78 carte in una scatola di cartone leggera standard, con un libretto di istruzioni di 64 pagine. Le scene degli Arcani Maggiori sono su uno sfondo nero, Bacchette su sfondo marrone, Coppe su uno sfondo verde oliva scuro, Spade su uno sfondo viola molto scuro e Monete su uno sfondo marrone molto scuro. Molti degli Arcani Maggiori sono stati rinominati, in particolare: II La Scienza – III Fertilità – IV Uomo della conoscenza – V Ispirazione – VI Scelta – XII Selfessness – XIV Sun Genius – XX Rinascita – XXI Il Matto – XXII Corona CENNI STORICI sui Tarocchi (di Giordano Berti). Agli inizi del Quattrocento nelle corti principesche degli Este di Ferrara e dei Visconti di Milano si diffuse la moda del ludus trionphorum, un gioco composto da 22 figure allegoriche di recente invenzione, dette “carte trionfali”, unite ad un mazzo di 56 carte numerali a seme italiano (coppe, denari. Bastoni, spade) conosciute da tempo. Si suppone che questo gioco sia stato ideato per istruire e nello stesso tempo divertire i giovani cortigiani, ma ben presto venne accolto presso i ceti popolari trasformandosi in gioco d’azzardo. Così le carte (che inizialmente venivano prodotte da abili miniatori con sottili lamine d’oro lavorato sovrapposte a spessi cartoni dipinti a tempera) cominciarono a venire fabbricate in serie con procedimento xilografico. Il ludus trionphorum cambiò persino nome, divenendo famoso come “gioco del tarocco” (da taroccare, ossia litigare, brontolare oppure truffare, secondo diversi dialetti dell’Italia settentrionale). Durante il secolo XVI il gioco del tarocco si propagò in tutta Italia (dando vita a numerose varianti regionali) e in Francia, dove i locali incisori crearono il modello denominato “tarocco di Marsiglia”, la cui fortuna fu immensa. Infatti, tra i sec XVII e XVIII le fabbriche di carte francesi monopolizzarono il mercato europeo. Così, per risollevare la loro economia, i fabbricanti lombardi e piemontesi si adeguarono quasi completamente al modello francese, mentre i cartai tedeschi diedero vita a una nuova produzione: tarocchi a figure fantastiche composti da 56 carte e insegne francesi (cuori, quadri, fiori, picche) e da 22 “trionfi” il cui soggetto variava continuamente (dapprima animali, poi costumi popolari, eventi storici, opere teatrali, ecc.). Sul finire del Settecento per i tarocchi cominciò una nuova epoca. Sull’onda del revival delle arti magiche alcuni esoteristi intuirono nelle allegorie trionfali le tracce dell’antica religione egiziana trasmessa nel mitico Libro di Thot. Esplose così la moda della cartomanzia (già presente in ambienti popolari, benchè poco diffusa) e dai salotti parigini si propagò in tutta Europa dando il via ad una vasta produzione di nuovi tarocchi ad uso divinatorio. In quegli stessi anni il gioco del tarocco fu accolto all’interno di numerose confraternite occultistiche francesi e inglesi. Investito di complessi concetti filosofici, assunse le spoglie più svariate (di volta in volta egiziani sta, cabalistica, ermetico-alchemica o astrologica) divenendo lo strumento magico, mistico ed iniziatico fondamentale per tutti gli adepti dell’occultismo. Grazie all’intenso lavoro teorico sviluppato dagli occultisti ottocenteschi, la moda della cartomanzia con i tarocchi ha preso uno slancio che ancor oggi pare inarrestabile, come dimostra la quantità di pubblicazioni che ogni anno vengono immesse sul mercato. Ma in questi ultimi decenni si sta assistendo ad un fenomeno nuovo. Sono sempre più numerosi, infatti, gli storici dell’arte, delle religioni, e del comportamento umano, che hanno affrontato lo studio dei tarocchi analizzandone le origini, le vicissitudini storiche e il significato delle singole illustrazioni. Contemporaneamente sono aumentati i pittori e gli illustratori che, lasciandosi affascinare dalle figure “trionfali” (i cosiddetti Arcani Maggiori) hanno realizzato opere di grande valore artistico. Di questa tendenza furono soprattutto negli anni ’80 e ‘90 le Edizioni Lo Scarabeo di Torino che all’epoca furono uno dei maggiori punti di riferimento in Europa. IMPORTANZA DEGLI ARCANI MAGGIORI Sin dalle loro origini, le “carte trionfali”, hanno rappresentato il cammino che conduce gli uomini dalla condizione più umile, quella di Misero, sino al cospetto di Dio. Le carte intermedie indicavano le conoscenze utili ad affrontare questo cammino: le condizioni degli uomini, le leggi che li governano, le forze che li dirigono, il loro destino. Si trattava evidentemente di tappe simboliche in quanto pochi, nel Medioevo come nei secoli successivi, aspiravano a diventare Papa o Imperatore. Più precisamente, i “trionfi” rappresentavano degli atteggiamenti mentali: il Papa era il simbolo della sottomissione ai dogmi religiosi; la Papessa raffigurava la fede; Ercole la forza interiore; l’Imperatore la volontà; il Diavolo era il simbolo degli istinti malvagi; la Torre simboleggiava l’orgoglio impunito; l’Appeso era il traditore, e così via. Il valore gerarchico delle carte rimane invariato anche nel gioco d’azzardo e si è conservato pressoché intatto nelle moderne interpretazioni occultistiche, pur variando sensibilmente il significato di alcune figure. Nei sistemi divinatori invece, ogni carta assume molteplici significati, variando secondo il contesto in cui si presenta e secondo l’intuito del cartomante. In tutti i casi i tarocchi si presentano come un alfabeto capace di infinite combinazioni. Estrarre le carte dal mazzo, leggerle ed interpretarle significa mettere in moto un meccanismo mnemonico che risveglia diverse facoltà mentali: razionale matematica nel caso del gioco d’azzardo, intuitiva e metapsichica nel caso della consultazione cartomantica. I cartomanti sono pressoché concordi nell’affermare che i tarocchi sono un mezzo (anche se non l’unico) per leggere dentro se stessi e negli altri a livello profondo, e affermano che la consultazione dei tarocchi (al pari di altri metodi) è utile ad ottenere informazioni e consigli su ogni aspetto della vita (affettivo, psicologico e professionale) con particolare riguardo alle mutazioni future dei problemi considerati. I sistemi divinatori sono numerosissimi e per la maggior parte richiedono l’impiego di tutte le 78 carte del mazzo. Ma gli elementi chiave nella lettura cartomantica, secondo i maggiori teorici di quest’arte, sono gli Arcani Maggiori, in quanto rappresentano gli aspetti fondamentali della vita umana. Stato dell’oggetto: nuovo imballato. Libretto d’istruzioni interno: pagine 64 in lingua inglese. Dimensioni: cm … x …. Dimensioni della confezione: cm … x … x h ….

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